Ceramiche artistiche artigianali del XX secolo

di Sharen Custer, esperta di 62days

Dopo la Grande Esposizione di Parigi del 1862 l’Europa s’innamorò dell’estetica e del design giapponese. Mobili, decorazioni d’interni e decorazioni architettoniche, ceramiche e belle arti vennero tutti influenzati da questo stile orientale noto anche come “Neo Chinoiserie” (sebbene fosse il Giappone ad aver esercitato la maggior influenza, il nome Chinoiserie, entrato in uso nel XVIII secolo, si riferiva sia all’influenza cinese che a quella giapponese).

L’Oriente stabilì i termini di un nuovo stile collezionistico, sia in campo artistico che in altri ambiti culturali come la letteratura, il cosiddetto Movimento Estetico su cui quest’influenza orientale ebbe un ruolo predominante.

Le ceramiche furono uno dei più forti e ampiamente disponibili strumenti espressivi in cui l’influenza giapponese divenne visibile. Negli anni ’20 il Giappone era la principale fonte d’ispirazione per Bernard Leach (1887-1979), figura emergente nei moderni movimenti di produzione ceramica in Europa e in America. Le sue creazioni – con le sue forme semplici e opache, i vetri verde-blu – erano decisamente innovative rispetto a qualsiasi altra realizzazione preventivamente disponibile.

Il suo lavoro influenzò una schiera di giovani e talentuosissimi ceramisti come il figlio David Leach (1911-2005), e l’ultima moglie, Janet Darnell (1918-1995), che creò gli iconici recipienti a forma di melone e di zucca. Tra gli artigiani che vennero influenzati da Leach sia in Europa che in Nord America ritroviamo Geoffrey Whiting (1919-1988), Lucie Rie (1902-1995), Hans Coper (1920-1981), Michael Cardew (1901-1983), Katherine Playdell-Bouverie (1895-1985), Norah Braden (1901-2001), Elizabeth Fritsch (born 1940), Ewan Henderson (1934-2000), Gordon Baldwin (born 1932), Alison Britton (born 1948), Jerry Rothman (born 1933), Peter Voulkos (1924-2002), Walter Keeler (born 1942), Fiona Salazar (born 1949), Linda Gunn-Russell (born 1953), Magdalene Odundo (born 1950), Janice Tchalenko (born 1942), Alan Caier-Smith (born 1930) e molti altri, che lavorarono come designer e decoratori per le principali fabbriche di ceramica oppure diedero vita a laboratori artistici propri.

In America l’entusiasmo per la produzione di ceramiche artistiche incontrò un terreno molto fertile. Cincinnatti, in Ohio, era uno dei centri di produzione ceramica più importanti della fine del XIX secolo. Sul finire del 1800 la più famosa era la Rockwood Pottery, fondata da Maria Longworth Nichols (1849-1932). Quando la sua produzione vinse il Grand Prix all’Esibizione di Parigi del 1900, iniziò la collezione maniacale, sia negli USA che in Europa, dei suoi eleganti vasi con disegni floreali, dei suoi medaglioni e delle sue lastre decorative; vasellame decorato con raffigurazioni di indiani d’America, animali e uccelli.

La Rockwood Pottery cessò la propria produzione nel 1941 ma lasciò una forte impronta sulla scena delle ceramiche internazionali e i collezionisti di tutto il mondo si contendono tuttora gli articoli più antichi. Artus van Briggle (1869-1904), che era un artista della Rockwood, diede inizio al proprio stabilimento di ceramiche a Colorado Springs, producendo pezzi in stile Art Nouveau rifiniti con una coloratissima verniciatura opaca. Le ceramiche di Van Briggle sono molto popolari tra i collezionisti.

Un’altra famosa fabbrica di ceramiche americane era la Lonhuda Pottery ubicata a Zanesville, in Ohio. I famosi designer Laura Fry (1857-1943) e Jacques Sicard (1865-1923) lavorarono per la Lohunda. La Fry lavorò anche per la Rockwood, e Sicard cooperò con la Weller Pottery. I lavori progettati o decorati da questi artisti sono molto ambiti dai collezionisti poiché sono considerati i pilastri della ceramica artistica artigianale americana.

A New Orleans, la Newcomb Pottery aprì i battenti nel 1897 all’interno del Collegio Femminile sorto in memoria di Sophie Newcomb. Mary Sheerer (1865-1954) ne era la designer. La sua specialità erano le forme pulite ed eleganti, solitamente verniciate con colori nebulosi, spesso in tinte monocromatiche decorate da motivi floreali.

Tra le altre famose fabbriche di ceramiche americane ricordiamo la Chelsea Keramic Works di Chelsea, nel Massachusetts, che applicò smalti orientali alle ceramiche di Dedham; la Roseville Pottery Company di Zanesville, che produsse una grandissima varietà di ceramiche artistiche; la Pewabic Pottery di Detroit, nel Michigan; e la Grueby Faience and Tile Company di Boston, che creò solide ceramiche decorate con piante a bassorilievo e rifiniture monocromatiche.

Oggi, coloro che sono intenzionati ad acquistare o a vendere oggetti d’antiquariato di questo tipo dovrebbero innanzitutto cercare di stabilire l’autenticità di questi pezzi e intraprendere assidue ricerche nel settore per cercare di stabilire il loro valore.

 

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