Una breve introduzione alla “Ruskin Pottery”

30 Aug 2011


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Di Sharen Custer, esperta di 62days

La Ruskin Pottery venne fondata nel 1890 da William Howson Taylor (1876-1935) e da suo padre, Edward R Taylor, direttore della Birmingham School of Art.

Ubicata a Sandwell, in Inghilterra, la fabbrica di porcellane prese il nome del famoso e contemporaneo storico dell’arte vittoriana John Ruskin (1819-1900). Padre e figlio si proponevano di produrre porcellane impareggiabili.

All’inizio utilizzarono argille locali ma in seguito iniziarono a importare argilla bianca. L’argilla veniva finemente e sapientemente modellata al tornio, a tal punto che la finezza riusciva ad eguagliare quella della porcellana più fine. I manufatti venivano cotti a temperatura molto alta e l’ossigeno nel forno veniva ridotto non appena la vernice iniziava a fondere, scatenando in tal modo sulla vernice una reazione incontrollabile e intensa che a questo punto provocava a sua volta l’alterazione del colore.

Il colore finale quindi era pressoché imprevedibile e variava dal rosso scuro al porpora screziato. Erano inoltre in grado di produrre le famose verniciature flambé.

La fabbrica di porcellana chiuse nel 1935 e i materiali e le ricette non le sopravvissero. Oggigiorno i prodotti della Ruskin Pottery sono altamente collezionabili e di solito sono oggetto di accaniti rilanci per coloro che cercano di acquistare o vendere oggetti d’antiquariato alle aste o in luoghi simili, e il prezzo sale moltissimo soprattutto se il modello è raro o se il pezzo è verniciato.